Testimonianze e presentazioni

 6 Gennaio 2013 –  8 Marzo 2013

Dall’Italia al Togo: 10 volontari in viaggio.

6 gennaio 2013, alle 8 del mattino da Gussola, un gruppo di 7 persone è pronto per affrontare il viaggio che li porterà  a Hiheatrò, verdeggiante paesino della regione montuosa del Togo, in Africa!

Giacomo, Aldo, Roberto, Annamaria, Caterina e Silvano sono rimasti per ben 20 giorni a Hiheatrò, sul cantiere del convitto-Alloggio dove ormai da anni l’associazione si  impegna per  renderlo usufruibile agli studenti. Obiettivi del viaggio: dipingere esternamente la struttura del Convitto, insegnare ad alcuni ragazzi del posto l’uso del trattore agricolo e dell’impianto irriguo per quanto riguarda il progetto agricolo, cercare un terreno per far sorgere una officina meccanica, affrescare la chiesa di Elavagnon situata a 600 mt. da Hiheatrò….e poi affrontare tutti quei casi di disperato bisogno umano che di giorno in giorno si presentano alla nostra porta! Insomma….qualcosa da fare c’è!!!

I volontari, alloggiati in casa di Don Anselmo, condividono con gli operai del posto i semplici saperi di imbianchini, agricoltori, pittori, meccanici…qualcuno ha pure insegnato alcune parole di italiano ai bimbi della casa. In Togo ti ritrovi subito immerso in un clima di cordialità e di accoglienza che sorprende sempre chi non ha mai avuto contatti con questa gente! Bambini festosi che ti chiamano urlando: YOVO’ YOVO’ (uomo bianco, uomo bianco!) gente che incontri per strada, che non conosci, ma che ti saluta con gioia, donne che ti guardano con curiosità mentre, tu pure, le osservi stupito per la forza e l’eleganza con cui trasportano sulla testa ogni cosa…e di ogni peso!

Il giorno in cui Giacomo  inizia nei campi il lavoro di aratura è  una grande festa! Tutti i ragazzi presenti  osservano con stupore la forza di quel “piccolo” trattore, (in effetti sarebbe servito un trattore più potente) che ara il terreno! Forse immaginavano quanto tempo  avrebbero impiegato facendolo a mano con la loro umile zappa!!! Tutti vogliono dare una mano, essere partecipi in quel momento a quel “progetto” che tanto li incuriosisce. Ma il momento più bello è  quando Giacomo  monta tutto l’impianto d’irrigazione, partendo dal fiume e arrivando 100 metri più in là.  Bellissimo vedere sulle loro facce “la meraviglia” nel sentire lo scroscio dell’acqua che arriva  potente dall’irrigatore e annaffia il terreno circostante! Quello sì che è stato un momento emozionante…pioggia come dal cielo, eppure siamo in tempo di siccità…! Mha!…diceva qualcuno di loro: ” Les Yovo sont très fort…nous en Afrique sommes en retard”   (i “bianchi” sono troppo forti…noi in Africa siamo in ritardo!)

Il 19 gennaio Giacomo, Roberto e Annamaria rientrano in Italia ma ci raggiungono gli altri tre volontari, Caio, Alvaro e Rocco, che in men che non si dica pitturano la facciata del convitto! Tre “bulldozer” carichi di voglia di fare e di tanta, tanta allegria! Alla messa domenicale don Anselmo, come sempre per ogni gruppo di volontari, ci presenta  alla comunità di Elavagnon. Subito si  intonano balli e canti di gioia al Signore come ringraziamento per l’arrivo degli amici Yovò! Ci sentiamo coinvolti in un clima di festa e di fraternità che mai  troviamo nelle nostre chiese “europee”…la messa da noi al confronto ci sembra un pò….imbalsamata! Qui invece…..ti accorgi che essere cristiano è prima di tutto… GIOIA!

Il tempo scorre veloce, tra ponteggi, pennelli, pittura, trasferte nei campi, meccanici, spesso all’opera sui nostri mezzi che frequentemente si ritrovano in panne, merito delle strade sconnesse, o meglio ….di quelle strade che, in Togo, sono inesistenti e piene di buche grandi come voragini! Ma questà è l’Africa, anzi, il Togo….eppure c’è gioia! Si! Gioia tra le miserie quotidiane di chi non ha nulla, gioia nella povertà diffusa che per noi è spiazzante, ma per loro è la normalità!

Alla fine di gennaio tutti i volontari rientrano in Italia, io mi fermo ancora un pò, un lavoretto extra-progetto mi trattiene, ho bisogno di concentrazione e di calma, che qui so di trovare! Vivo le mie giornate con gli studenti del convitto, che conosco ogni giorno di più e che ben presto mi ritrovo essere la loro “mamy”. Insegno piccole nozioni di economia domestica, come la raccolta differenziata dei rifiuti, per esempio… Per loro il concetto di rifiuto è inesistente, per me è invece un successo vedere come suddividono le bucce e gli scarti umidi per farne concime naturale, oppure spiego  come raccogliere la carta, per macerarla e poi farne delle mattonelle di combustibile da bruciare in caso manchi la legna! Tutto serve, anche il più piccolo sapere è ricchezza! Nel convitto respiro aria di famiglia, calma e serenità. Una sera mi ritrovo a insegnare alle ragazze come si fa la pizza….ed anche questo, nella semplicità dei saperi…. è scambio che arricchisce !!!

Qualche giorno prima del mio rientro inizia la stagione delle piogge, una manna per questa gente che dopo la lunga siccità attende di seminare il mais e tutto quanto serve per la loro sopravvivenza. Torno in italia con il cuore strappato! Ancor prima di partire so già quanto mi mancherà questa vita, resa umana dai tempi lenti e calmi, dalla fraternità che si incontra in ognuno di loro, dalla naturalezza con cui vivono la loro condizione di persone “dimenticate dal mondo moderno”

Torno con il mio virus amplificato….si!…. il mio virus del “Mal d’Africa”.

A.P.

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